Correva l'anno 1968

Il 1968 è l'anno della svolta. I giovani, sempre più determinati ed agguerriti scendono in piazza, occupano le università, scatenano una vera e propria rivolta; è l'inizio di quella che verrà ricordata dai posteri come "la rivoluzione culturale".

Il 4 aprile l'America è scossa dall'assassinio di Martin Luther King, leader dell'integrazione nera; nello stesso anno, a distanza di soli due mesi, il 5 giugno, viene ucciso anche l'allora ministro della giustizia Robert Kennedy, probabile candidato alla Casa Bianca.



E' un anno storico per quanto riguarda la musica che viene inevitabilmente influenzata dai grandi fermenti di questo periodo. Dilagano in tutto il mondo vere e proprie icone della musica pop come Jimi Hendrix, Van Morrison, Otis Redding, i Pink Floyd.

In Italia le canzoni che si ascoltano di più sono "azzurro" di Paolo Conte, cantata da Celentano, "vengo anch'io" di Enzo Jannacci, "la bambola" di Patty Pravo, "luglio" di Riccardo del Turco e "La tramontana" di Antoine.

Al cinema è l'anno di "c'era una volta il west" di Sergio Leone e "2001, odissea nello spazio" di Stanley Kubrick, considerato un vero e proprio "cult" nel suo genere. Anche in televisione nascono trasmissioni che hanno fatto epoca, tra queste "chissà chi lo sa", condotta da Febo Conti, "senza rete" ed una memorabile edizione di "canzonissima" con un trio di presentatori d'eccezione: Mina, Walter Chiari e Paolo Panelli.

"Zum zum zum", sigla iniziale del fortunato programma, cantata da Sylvie Vartan, diventa immediatamente il tormentone più scanzonato dell'Italia dell'epoca. Cambiano i costumi: il primo nudo integrale femminile compare su una rivista per soli uomini, segno evidente della voglia di libertà e di trasgressione che si comincia a respirare in questi anni.

Anche nello sport le soddisfazioni non mancano: la Nazionale italiana di calcio, allenata da Ferruccio Valcareggi, vince gli europei battendo la Jugoslavia in finale 2-0. Un grave lutto scuote purtroppo l'Italia il 23 settembre: muore Padre Pio, oggi finalmente divenuto Santo.

"Noi che avevamo la cabina e usavamo i gettoni per telefonare
Noi che avevamo la Polaroid e aspettavamo che uscisse la foto
Noi che la nostra penitenza era ‘dire,fare,baciare,lettera,testamento'
Noi che per sapere se c’era l’amico in casa suonavamo il campanello
Noi che sorridiamo ogni volta quando ripensiamo a quei bellissimi anni
e che sappiamo che gli altri non immaginano nemmeno cosa si sono persi"